Da dove vengono gli oltre 200 componenti del nostro cellulare? Ce lo spiega Fairphone, produttore di eco telefoni cellulari, che ha creato una mappa interattiva per permettere di visualizzare e capire la posizione e il ruolo dei suoi fornitori in tutto il mondo. Fairphone si mette in gioco per darci un’idea di quanti e quali aziende ci vogliono per creare un solo smartphone, informazioni da un settore dove vige una assoluta segretezza.

logo-fairphoneDi solito si conosce il nome del produttore che ha progettato il dispositivo e (a volte) per alcuni componenti, magari uno dei suoi più importanti fornitori; ma conosciamo veramente chi realizza il processore, la fotocamera, la memoria, lo schermo, la batteria, i case, il vetro di protezione, gli altoparlanti ecc? E anche se quasi tutto finisce per essere assemblato in Cina, non tutti i componenti sono realizzati in quel paese. Che i grandi marchi difficilmente ci vorranno far sapere da dove vengono i nostri cellulari si intuisce dai tanti fattori critici che entrano in gioco: in primo luogo i metalli rari che servono alla fabbricazione di vari componenti, questi si ottengono dallo sfruttamento minerario che finanzia i conflitti e l’instabilità politica dei paesi interessati (vedi il tantalio/coltan in Congo), in secondo luogo chi assembra i prodotti è sfruttato con orari insostebniili e paghe misere (lavoratori cinesi), infine che le periferiche non sono studiate per rendere facile il recupero dei materiali utilizzati (per questo non si usano metalli riciclati per i cellulari), sono queste e tante altre le ragioni per cui è meglio non parlare di cosa serve alla fabbricazione dei dispositivi di cui non riusciamo più a fare a meno.

Fairphone vuole invece mettere in evidenza la realtà: quanti e quali soggetti entrano a far parte della catena dei fornitori, per permetterci di avere consapevolezza, di evidenziare le criticità e trovare una soluzione. Per farlo questo innovativo brand si è unito Sourcemap (che mette a disposizione uno strumento per la visualizzazione delle catene di fornitura) creando una mappa interattiva che mostra l’origine intercontinentale dei quasi 200 componenti che compongono un moderno smartphone, in questo caso un Fairphone 2.

Per ogni luogo vengono mostrati quali fornitori sono presenti e che cosa fanno esattamente, con un livello di dettaglio senza precedenti.

I componenti che Fairphone utilizza non sono esattamente gli stessi di Samsung, Apple o di altri produttori, ma la maggior parte sono prodotti da aziende molto specializzate (come il Corning, che domina il mercato del vetro temperato per proteggere gli schermi), e sono utilizzati da quasi tutte le marche.

È per questo che la mappa generata serve come un esempio di riferimento, soprattutto perché molte di queste aziende preferiscono nascondere queste informazioni, si tratta di un ulteriore modo per comprendere le dinamiche della progettazione e della produzione di elettronica moderna globale.

Fairphone è un il marchio di smartphone che vuole cambiare le regole della produzione dei nostri cellulari: trasformare il settore delle periferiche ad alta tecnologia in un segmento più etico e equo, Fairphone intende farlo scegliendo imprese che lavorano zone dove non si finanziano i conflitti con i proventi  dell’estrazione dei metalli (vedi il Tantalio), privilegiando le aziende di assemblaggio che rispettano condizioni dignitose dei lavoratori (con certificazione Fairtrade) e lavorando sul design per prolungare la vita delle periferiche con un approccio modulare e quindi aumentando la facilità di riparazione.