22 Aprile – GoGreen in occasione della Giornata Mondiale della Terra, è lieta di annunciare l’inizio di una nuova avventura sostenibile: l’Orto Sociale al parco del DLF di Bologna. Di comune accordo con l’amministrazione del Parco del Dopolavoro Ferroviario, con le altre realtà che operano all’interno dell’area, e con l’associazione “Officina Verde“, GoGreen si lancia nell’ambizioso progetto di riqualifica del parco e lo fa iniziando da un Orto condiviso sul modello del community gardening.

Ecco il progetto, così come è stato presentato:

Attività per la riqualifica del Parco del Dopolavoro Ferroviario di Bologna

Il progetto di un “Orto Sociale” nasce dalla volontà dell’associazione Officina Verde di sottrarre al degrado il parco del Dopolavoro Ferroviario di Bologna.

Premesse

Il parco del DLF di Bologna è uno spazio pedonale liberamente accessibile da Via Stalingrado 12, nel quale operano diverse realtà associative con valenza sociale. Anche se è un luogo storico legato alla città bolognese, il parco è oggi uno spazio che versa in uno stato di semi-abbandono: non curato, buio di sera, via di passaggio distratto e frettoloso, adatto tutt’al più alla passeggiata con il cane.

Escludendo le realtà che operano negli spazi chiusi in maniera autonoma, il parco ha perso la sua valenza sociale.

Obbiettivi

Officina Verde vuole lanciare un progetto di riqualificazione del parco con l’obbiettivo di renderlo di nuovo un luogo di socialità per la città, uno spazio verde condiviso ricco di attività dove socializzare, coltivare tanti interessi e partecipazione, ma anche un’oasi verde di relax dove prendere una boccata d’aria pulita.

Per raggiungere l’obbiettivo della riqualificazione dell’area si rende immediatamente necessaria la focalizzazione e la realizzazione di progetti guida che possono essere considerati il punto di partenza per il raggiungimento dell’obbiettivo generale.

Mettendo immediatamente in opera una pulizia del parco (con il supporto di GoGreen Store) l’associazione Officina Verde ha iniziato a coinvolgere i soggetti che amministrano l’area, le realtà in essa operanti, la cittadinanza più prossima (quartieri limitrofi) e le realtà associative che si occupano di tematiche sostenibili, nel territorio di Bologna. Le problematiche esposte dall’associazione sono state accolte con entusiasmo e sono state accompagnate da tante proposte di intervento. Quella che più sembra adatta ad essere il punto di partenza della rivalutazione del parco del DLF è l’Orto Sociale Condiviso.

Progetto

Orto Sociale condiviso

L’“Orto Sociale” condiviso (sul modello dell’orto urbano di Berlino e del community gardening) è un’attività comune in uno spazio indiviso, in cui la cultura ortistica-alimentare diventa un momento di scambio e collaborazione per il recupero del parco del DLF dal degrado, ma anche occasione di consumo socialmente condiviso e soprattutto un nuovo modo della comunità di creare ricchezza sociale e economica (con ad es. un mercato urbano-contadino), da re-investire nel progetto.

L’Orto Sociale prevede la coltivazione di ortaggi in cassoni mobili, da parte di volontari e cittadini che aderiscono all’iniziativa (disciplinata da un regolamento). La produzione di alimenti sarà impiegata in una redistribuzione comune o venduta nei mercatini alimentari del bio, al fine di reinvestire i guadagni nel progetto.

Gli orti urbani sono oggi una realtà affermata che diffonde nuovi approcci al consumo consapevole e alle culture della sostenibilità ambientale. Nelle grandi città è sempre più facile trovare orti gestiti dalle amministrazioni comunali o da associazioni. Bologna vanta una solida tradizione ortistica con la presenza di centinaia di lotti assegnati in tutti i quartieri.

L’orto condiviso ha il vantaggio sociale di creare una comunità di contadini urbani, è cioè capace di coinvolgere i cittadini dei quartieri adiacenti al parco in una forma di aggregazione diversa e senza fini di lucro. Gli ortisti non produrranno alimenti per il singolo ma per la collettività, la collaborazione e la condivisione delle attività è requisito fondamentale che diversifica l’Orto Sociale dagli orti urbani classici. Lo stesso orto è anche un’occasione di recupero e diffusione di saperi legati alla coltivazione degli ortaggi, di una cultura alimentare più sana e genuina e della diffusione delle tematiche ecologiste e etiche.

L’attività di realizzazione e gestione vedrà l’associazione Officina Verde come protagonista: gli ortisti ne entreranno a far parte in maniera gratuita (previa sottoscrizione del regolamento) e saranno coinvolti in tutte le decisioni che riguarderanno la gestione e la coltivazione degli orti. Officina Verde si occuperà della stesura del regolamento e della verifica del rispetto dello stesso da parte degli associati e di chiunque eserciti la propria attività in relazione al progetto dell’Orto Sociale.

Gli ortaggi saranno coltivati secondo i dettami della produzione biologica senza utilizzo di concimi sintetici, antiparassitari non naturali, disserbanti e altri trattamenti che possano introdurre sostanze nocive per l’uomo e l’ambiente. L’orto condiviso prevede anche la coltivazione di piante da fiore che integreranno, abbellendolo, lo spazio di lavoro con l’obiettivo di creare un “orto-giardino”.

Coinvolgimento della cittadinanza, attività socialmente condivise e diffusione di una cultura alimentare più sana, sono i punti di forza che rendono il progetto dell’Orto Sociale un primo step ideale per il rilancio del parco del Dopolavoro Ferroviario di Bologna.

Per info e partecipare scrivere a info@gogreenstore.com

Tel 349 1280345

Veniteci a trovare: Via Stalingrado 12, Bologna.