Il 22 Marzo si celebrala Giornata mondiale dell’acqua (World Water Day). Questa ricorrenza è stata istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 ed è uno dei risultati ottenuti alla conferenza di Rio De Janeiro dello stesso anno (e inserita nell’Agenda 21)Le Nazioni Unite invitano così gli stati che presiedono al consiglio, alla promozione di attività concrete all’interno dei loro Paesi.

La Giornata mondiale dell’acqua è una occasione per diffondere consapevolezza su quanto sia prezioso e raro questo bene primario. L’oro blu è una risorsa non scontata e sotto attacco continuo da parte di un eccessivo consumo, di enormi sprechi, dei monopoli e dell’inquinamento.

Uso eccessivo dell’acqua per la produzione alimentare

Il primo tra i problemi è sicuramente l’uso eccessivo di acqua per garantire il nostro consumo di massa di prodotti alimentari e in particolar modo quello di carne. L'”Acqua Invisibile” è quella parte di risorsa idrica che viene impiegata per la coltivazione dei vegetali e per gli allevamenti di bestiame, ma di cui non ci rendiamo conto. L’impatto dell’uso di questa acqua è enorme, basti pensare che:

  • Quasi la metà di tutta l’acqua utilizzata negli Stati Uniti va a allevamento di animali per il cibo.
  • Ci vogliono più di 2.400 litri di acqua per produrre 1 chilo di carne e di soli 25 litri per produrre un chilo di grano.
  • Per produrre il cibo di un giorno per un mangiatore di carne ci vogliono più di 4.000 litri ; per un vegetariano (ovo-latteo) , soli 1200 litri ; per un vegano soli 1100 litri. (Onegreenplanet

Acqua usata per i prodotti alimentari

Adottare un’alimentazione con poca carne (o senza) ridurrebbe notevolmente l’impatto dei nostri consumi sulle risorse idriche.

Sprechi e risparmio

risparmio idrico e stop sprechi

Altro elemento importante è lo spreco quotidiano di acqua che potremmo prevenire mettendo in pratica una serie di accorgimenti, come (es.) quelli del programma di GoGreen “GoGreen Save Program” (regolamento interno):

  1. Chiudere il rubinetto. Ricordatevi di chiudere il rubinetto quando non è necessario: mentre vi spazzolate i denti, insaponate le mani, lavate i piatti, fate la barba etc., e riapritelo solo in fase di risciacquo. Da un rubinetto aperto scorre 1 litro d’acqua ogni 6 secondi (10 litri al minuto).
  2. Eliminare le perdite. Riparare in breve tempo eventuali perdite dai rubinetti, scarichi e tubi. In un anno una perdita d’acqua può comportare lo spreco di centinaia di litri di acqua. In caso di necessità e nell’attesa dell’intervento di un idraulico è opportuno raccogliete l’acqua dalla perdita utilizzarla al meglio.
  3. Usare solo la quantità necessaria. Utilizzare solo la quantità necessaria di acqua, usandola sempre con parsimonia. Fare una doccia veloce anziché il bagno (esistono dei timer fatti a tal proposito e soffioni per risparmio acqua). Privilegiare lo scarico del water da 3 lt anziché quello da 6 lt. Utilizzare una bacinella per lavare i piatti e fare dei lavaggi in lavatrice solo a pieno carico. Usare gli aeratori per rubinetto.
  4. Piante da utilizzare per decorare gli ambienti. E’ preferibile che per l’abbellimento degli ambienti scegliere piante con una buona resistenza e che non necessitano di essere innaffiate quotidianamente.
  5. Evitare gli sprechi di cibo, per ottenere il quale è stata impiegata tanta acqua, che così andrebbe persa inutilmente.

Inquinamento 

L’inquinamento è un’altro dei gravi problemi che ci troviamo a fronteggiare quotidianamente e che coinvolge direttamente i mari, i fiumi, i laghi e le falde acquifere. I maggiori responsabili dell’inquinamento sono la mancata o inadeguata depurazione delle acque reflue civili (le fogne riversano nei fiumi e nel mare materiali organici, batteri e composti contenenti fosforo e azoto), i rifiuti delle attività industriali (inquinamento chimico) e quelle agricole (fertilizzanti e pesticidi, che la pioggia trasporta dai campi alle falde e ai fiumi). Lo stato di salute dei fiumi italiani è in molti casi critico: un campione su cinque ha una qualità scarsa o pessima. Un quarto delle acque sotterranee ha qualità scadente, per cause umane: tra i principali contaminanti troviamo i nitrati, sostanze presenti nei fertilizzanti che comportano una crescita smodata della flora acquatica e uno stravolgimento dell’equilibrio di questo ecosistema.

I rifiuti inquinano il mare.

Nei mari l’inquinamento è dovuto prevalentemente al petrolio e ai suoi derivati, che in grandi quantità viaggiano per nave. Incidenti, scarichi, pulizia di cisterne in mare aperto portano nel Mediterraneo, ad esempio, 100-150 mila tonnellate di idrocarburi ogni anno: nel Mediterraneo è presente la quantità di catrame pelagico media più alta del mondo, dieci volte quella dei mari del Giappone, 50 volte quella Golfo del Messico (fonte Legambiente). Anche i rifiuti solidi si accumulano negli oceani senza decomporsi ma solo frammentandosi (vedi Forum Nazionale Rifiuti Marini Marilisco), i frammenti più sottili e minuscoli entrano nella catena alimentare attraverso pesci e gabbiani, quelli più grandi arrivano a formare delle vere e proprie isole di immondizia galleggianti, che riescono ad occupare diversi chilometri quadrati. I frammenti di plastica colorata attirano anche pesci, tartarughe, cetacei e uccelli che rimangono soffocati. La soluzione è la riduzione dell’uso di plastica (come in Italia l’obbligo alle buste biodegradabili o a San Francisco il divieto alla vendita di bottigliette usa e getta) e l’incentivazione al consumo di acqua potabile da rubinetto e bottiglie in vetro (esempio Lifefactory) resistenti e adatte ad essere trasportate. La riduzione delle barriere coralline degli ultimi anni (quasi dimezzate) è un esempio lampante degli effetti dell’inquinamento sui mari.

Accesso acqua dolce

Logo "L'Acqua non si vende" del forum italiano dei movimenti per l'acqua.

Negli ultimi tempi anche l’accesso all’acqua dolce i paesi come il nostro è stato messo in discussione dalle proposte di affidare a monopoli privati la gestione dell’acqua pubblica. Dopo il referendum del 2011, con cui 27 milioni di italiani hanno votato a favore della gestione pubblica dell’acqua, il 14 Marzo in Commissione Ambiente della Camera, è stato approvato un emendamento, che ha abrogato l’articolo 6 del progetto di legge sull’acqua, e con esso l’obbligo che la gestione dei servizi idrici sia pubblica. Subito alcuni partiti dell’opposizione hanno protestato per lo snaturamento della legge e il tradimento del volere referendario. L’articolo 6 definiva il servizio idrico integrato quale servizio pubblico locale privo di rilevanza economica e ne disponeva quindi l’affidamento esclusivo a enti di diritto pubblico. Di conseguenza la norma, così come era stata approntata in accordo con il Forum Acqua bene comune, vietava l’acquisizione di quote azionarie di società private. La legge avrebbe dovuto appunto recepire gli esiti del referendum e definire regole uniformi su tutto il territorio nazionale. Il Pd si difende, affermando che la legge, così come è passata conferma la proprietà pubblica dell’acqua e prevede invece che i privati possano partecipare alla gestione dei servizi idrici, tema mai toccato dal referendum del 2011, in modo da avere servizi più efficienti. Secondo le opposizioni l’effetto sarà opposto e comporterà un abbassamento degli investimenti e della qualità dei servizi.

La questione è destinata a rimanere aperta e difficilmente governabile.

L’acqua è un elemento prezioso di cui dobbiamo prenderci cura: una risorsa limitata per cui bisogna impegnarsi quotidianamente ad un uso responsabile e attento, cambiare le nostre abitudini alimentari, ridurre gli sprechi e usare prodotti biodegradabili è l’unica soluzione per immaginare un futuro in cui l’oro blu sarà una risorsa ancora alla portata di tutti.

Per maggiori informazioni e avere una visione completa dell’impatto umano sulle risorse idriche vi invitiamo a visitare il sito Waterfootprint.org, un progetto che mira proprio a sensibilizzare l’opinione pubblica ad un uso responsabile dell’acqua, offrendo dati e studi tra i più completi e aggiornati, oltre a grafici e animazioni come quella qui sotto.