Monsanto Roundup

Campo in cui viene usato il disserbante Roundup

Sono oltre 700 le cause contro la Multinazionale Monsanto per le malattie legate al disserbante Roundup e al suo principio attivo il Glifosato.

Ormai siamo alla class action (esempio) per l’aggregarsi delle denunce contro il gigante chimico degli OGM e dei Brevetti sulla vita, le azioni legali sono motivate dall’insorgenza di malattie e tumori da contatto prolungato con il noto disserbante, oltre a queste ci sono altre cause legali per falsa dichiarazione (l’ultima in ordine di tempo presentata in America) e pubblicità ingannevole.

Le denunce sono aumentate vertiginosamente da quando lo IARC (dipartimento di ricerca sul cancro dell’Organizzazione mondiale della sanità) ha dichiarato che il Roundup è probabilmente cancerogeno.

Monsanto (forte dei suoi avvocati) continua a tenere una posizione intransigente, negando tutto e asserendo che anzi il glifosato è uno dei disserbanti più sicuri e in maniera assoluta non cancerogeno.

Il Roundup è un disserbante che blocca le erbe “infestanti” rallentando o bloccando la loro crescita: nel sito italiano dell’azienda il marketing ha trasformato l’immagine del prodotto, accusato di impoverire e avvelenare la terra (ma anche gli animali e l’uomo), in un pezzo del puzzle ell’agricoltura sostenibile, infatti si parla di un progetto (in cui il Roundup è ovviamente la chiave) teso a diffondere sia una corretta cultura dell’uso dei disserbanti, sia lo sviluppo sostenibile dell’olivicoltura italiana!

La multinazionale sembra comunque essere in difficoltà per l’onda d’urto delle dichiarazioni dello IARC che hanno scatenato in molti paesi una serie di divieti e restrizioni all’uso del disserbante. Anche se le vendite sembrano essere decisamente in calo, riusciranno le class action a far vacillare questo colosso transnazionale, capace di brevettare anche gli orribili semi da cui nascono piante sterili?

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Fonti: Rinnovabili.it