Spesso si parla di Economia Circolare ma sono ancora pochi quelli che ne conoscono il significato.

Volendo semplificare all’estremo, per Economia Circolare si intende quel’economia che nel ciclo produttivo utilizza soprattutto materie prime seconde e non più materie prime. In questa semplificazione, la differenza sostanziale con l’economia classica è il riciclaggio, quest’ultimo, rimettendo in “circolo” i materiali d’uso, crea un “anello” chiuso tra produzione e consumo.

La vecchia economia segue uno schema lineare che dall’estrazione e uso delle materie prime, passa per la produzione, la distribuzione e il consumo di prodotti, che alla fine diventano rifiuti.

Nell’Economia Circolare il rifiuto non esiste, perché il prodotto giunto alla fine del suo ciclo d’utilizzo, è pronto per essere trasformato nuovamente in altri prodotti.

In realtà l’Economia Circolare è un complesso sistema di idee: un nuovo approccio complessivo che trae il suo spunto dagli studi sui sistemi non lineari, ed è un po la risultante di alcune discipline più specifiche come il “Dalla culla alla culla” , Il Biomimetismo, L’ecologia industriale e L’economia Blu.

L’E.C. può anche essere considerata come una cornice interpretativa per ripensare l’approccio economico in un’epoca in cui le risorse sono diventate scarsissime e andiamo incontro al loro esaurimento.

L’idea di un flusso circolare dei materiali come un modello per l’economia è stato presentato per la prima volta nel 1966 da Kenneth Boulding nel suo articolo, l'”Economia scesa da un astronave sulla Terra“.

Uno dei primi a lavorare sullo sviluppo di un approccio economico ad anello fu l’architetto, economista Walter R. Stahel, uno dei padri della sostenibilità industriale e creatore del nome dell’approccio Dalla culla alla culla (Cradle to Cradle).

Le stesso Stahel (co-fondatore del Product-Life Institute), insieme a Genevieve Reday, in un rapporto per la Commissione Europea del 1976, delineava le linee guida di quella che successivamente sarebbe stata conosciuta da tutti come Economia Circolare: un’economia ad anello, il suo impatto positivo sulla creazione di nuova occupazione, nuove competitività economiche date dal risparmio di risorse e dalla riduzione dei rifiuti, la focalizzazione degli obbiettivi sull’estensione del ciclo di vita dei prodotti, sui beni di lunga durata e la riduzione dei rifiuti con il loro ri-condizionamento, infine l’importanza di vendere servizi piuttosto che prodotti e un’attenzione alla localizzazione dell’attività economica.

Oggi l’Economia Circolare è intesa più come una cornice interpretativa che si inspira ai sistemi viventi: i nostri sistemi economici dovrebbero funzionare come l’ecosistema naturale, nel quale gli organismi possono reimmettere il loro scarti nel ciclo biologico, l’ecosistema naturale è un anello autosufficiente, che non ha bisogno di apporti esterni, quindi chiuso.

Schema economia circolare

 

Alla luce di questa cognizione organica dell’economia i principi fondanti dell’Economia Circolare sono:

I rifiuti non esistono

I componenti biologici e tecnici di un prodotto nell’economia circolare saranno progettati in modo da essere facilmente reimmessi all’interno del ciclo di materiali (facilmente compostabili o riducibili a parti elementari o materiali da riutilizzare con un dispendio minimo di energia)

I prodotti durano a lungo

Modularità , versatilità e adattabilità sono da privilegiare in un mondo che si evolve velocemente senza darci certezze. Lavorando per l’economia circolare, dovremmo concentrarci su prodotti di più lunga durata, sviluppati per l’aggiornamento, l’invecchiamento e la riparazione. Bisogna ripensare i prodotti, i materiali e i sistemi per essere più resistenti di fronte a shock esterni, rispetto ai sistemi costruiti solo per l’efficienza.

L’energia viene da fonti rinnovabili

In un sistema chiuso non è possibile utilizzare energia che si esaurisce, l’energia deve arrivare da fonti rinnovabili.

I sistemi sono pensanti

Nella creazione di un sistema circolare-organico bisogna comprendere l’importanza di una evoluzione del sistema stesso che tenda a adattarsi sempre meglio alle esigenze integrate degli elementi che lo compongono.. un sistema non lineare: sistemi in cui attraverso condizioni di retroazione il risultato non è necessariamente proporzionale alla somma dei fattori di input e dove l’evoluzione del sistema è possibile in quanto il sistema potrà evidenziare e utilizzare proprietà emergenti per auto correggersi. Il sistema deve essere progettato per ripensarsi e adattarsi alle nuove esigenze e alle nuove relazioni rilevate.

 

Il contesto odierno

Oggi l’economia sta esaurendo e “distruggendo” la realtà che ci circonda, desertificazione, avvelenamento, cambiamenti climatici.. sono il risultato del sistema decadente dell’economia classica. In questo contesto l’Economia Circolare ha un valore ricostituente che si contrappone fortemente a quello debilitante del modello lineare.

Schema economia circolare bio e tecnica

Ecco perché dopo tanti anni l’Economi a Circolare. ha assunto un valore portante nell’immaginare la progettazione dei sistemi economici futuri, infatti la Commissione Europea nel 2012 ha pubblicato il suo Manifesto per un Efficientamento delle Risorse Europee, in cui si afferma che l’UE non ha altra scelta che andare per la transizione verso un’economia rigenerativa circolare e verso un uso efficiente delle risorse. Inoltre, il documento ha evidenziato l’importanza di “un cambiamento sistemico nell’uso e recupero di risorse per l’economia” per garantire la futura occupazione e la competitività, e ha delineato le possibili vie di un’economia circolare: innovazione, investimenti, nuova regolamentazione e obiettivi chiari.

La politica europea di ricerca e innovazione ambientale mira dunque a sostenere la transizione verso un’economia circolare: definire e guidare l’attuazione di un programma di trasformazione dell’economia e della società nel suo insieme, per raggiungere uno sviluppo realmente sostenibile. La ricerca e l’innovazione in Europa sono sostenuti finanziariamente dal programma Orizzonte 2020, che è anche aperto alla partecipazione extraeuropea.

La Commissione europea presenterà una proposta di economia circolare verso la fine del 2015. Fino ad oggi, il dibattito politico a Bruxelles si è concentrato principalmente sulla gestione dei rifiuti, che è la seconda metà del ciclo, ma si parla poco dell’eco-design che invece dovrà essere il primo step in un’economia non lineare.

conferenza economia circolare a roma

 

Cambiameneto culturale

Da un punto di vista culturale l’Economia Circolare dovrebbe rappresentare un passaggio a una nuova concezione sociale e di consumo, se da un lato non penseremo più a trovare le risorse fuori dal sistema ma a modi di riutilizzare quelle esistenti, dall’altro i prodotti saranno pensati per la loro funzione e il loro utilizzo: più longevo possibile, per cui i prodotti saranno facilmente riparabili e pensati per avere nuovi utilizzatori (seconda mano) e soddisfare più bisogni di più soggetti durante il loro ciclo di vita (per esempio pensiamo a prodotti che disassemblati potrebbero essere usati in altro modo).

Per coinvolgere le imprese e le aziende produttive è necessario che si renda economicamente vantaggioso l’approvvigionamento di materie prime seconde (riciclate) e che quindi, anche i processi di rinnovamento e riciclo dei materiali, siano economicamente vantaggiosi rispetto al reperimento di materie prime. Le grandi aziende hanno già iniziato a capire che in questo meccanismo i sottoprodotti e gli scarti di produzione non sono più rifiuti, ma materie che hanno valore. Allo stesso modo l’approvvigionamento da materie prime deve diventare economicamente svantaggioso; tutto questo unito a regolamentazioni più restrittive sulla creazione di prodotti non sostenibili dovrebbe essere un incentivo sufficiente a spingere le grandi aziende e tutti i soggetti del sistema economico verso un Economia Circolare.

In italia, sulla scia della Commissione Europea, il Ministro Galletti ha presentato a giugno 2015, il Green Act con cui il ministero intende dare le linee guida per lo sviluppo della green economy e in  cui il concetto di Economia Circolare è parte fondante di questo sviluppo.

Attualmente a livello globale, è la Ellen Macarthur Foundation che si pone come promotore dell’Economia Circolare incentivando studi e ricerche e sensibilizzando governi e nazioni, ma anche organizzando programmi educativi e culturali destinati al largo pubblico.