Il 13 agosto è stato l’Earth Overshoot Day, il giorno del sovrasfruttamento della Terra: la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse del 2015, frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legno. Da oggi iniziamo a consumare le risorse del 2016 che non riusciremo più a reintegrare, aumentando il debito che abbiamo nei confronti del pianeta.

Da ferragosto stiamo quindi depredando la Terra e immettendo in atmosfera anidride carbonica che non può essere assorbita. Lo dice il Global Footprint Network, che ci mostra come attualmente per soddisfare la domanda dell’Uomo servirebbero 1,6 Terre.

Il Global Footprint Network studia l’impronta ecologica umana sul pianeta e le sue risorse: il rapporto tra le risorse naturali che la terra offre e le risorse consumate realmente dagli esseri umani. Con il tempo questo rapporto si è sbilanciato, anticipando sempre più la giornata dell’Earth Overshoot Day.

Nel lontano 1970 il rapporto era ancora pari: le risorse che la terra metteva a disposizione in un anno coprivano il fabbisogno annuale dell’umanità. Nel 2000 il consumo globale era aumentato enormemente e il rapporto tra risorse consumate e quelle disponibili si stava già sbilanciando: l’Overshoot Day cadeva a fine ottobre.

In questo sistema di valutazione dell’impatto globale dell’uomo sulla terra, le emissioni di carbonio costituiscono più della metà della nostra “impronta” sull’ecosistema. Se le emissioni proseguiranno al ritmo attuale, nel 2030 per soddisfare il fabbisogno dell’umanità serviranno due Terre, mentre anche se le emissioni globali fossero ridotte del 30% avremmo bisogno di una Terra e mezza.

Per questo, alla vigilia della conferenza sul clima che si terrà a Parigi a dicembre, Mathis Wackernagel, presidente del Global Footprint Network, ha lanciato un appello: “L’accordo globale per abbandonare gradualmente i combustibili fossili che è in discussione al summit di Parigi potrebbe significativamente aiutare a frenare la consistente crescita dell’impronta ecologica ed eventualmente a ridurla. Non firmarlo sarebbe irresponsabile”.

 

 

Oggi è l'Overshoot Day. Scatta il debito ecologico