Il riuso della plastica è oggi una realtà che vede l’Italia come uno dei maggiori protagonisti del settore a livello mondiale.

In un’ottica di crescente sviluppo dell’economia circolare, e quindi del riuso di materie già presenti nel circuito produttivo, il rinnovamento dei polimeri plastici è in crescita e il settore in cui si sta lavorando maggiormente è quello del tessile.

Ovviamente la prima ad appropriarsi del riuso è la moda più creativa, ma con un approccio più diretto: riutilizzando le materie plastiche di scarto così come trovate, ricucendole e ottenendone nuove forme e composizioni. Come ad esempio le aziende che aderiscono al progetto Positive Causes (cui partecipano Erareclam, Cingomma e Neomeno)

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Diverso è il discorso per la produzione, in serie o semi-artigianale, da polimeri rinnovati, di abbigliamento di moda o di uso quotidiano.
Anche negli Stati Uniti, ad esempio, si utilizzano bottiglie e altri rifiuti di plastica per produrre magliette, pantaloni e altri capi d’abbigliamento. Marchi meno conosciuti ma molto attivi sono Ecodot.com, Rethink e Dirtball, che si dedicano alla commercializzazione e alla produzione di capi d’abbigliamento da materie prime riciclate e lavorate.

In particolare la Dirtball crea jeans da rifiuti plastici, idea che ultimamente è stata ripresa da noti brand come G-Star e Lewiss. Anche loro hanno lanciato la loro linea denim in bottiglie di plastica riciclate, o meglio da rifiuti sottratti all’inquinamento, come nel caso di G-Star, che con il supporto di Pharrell Williams  e di Sea Shepard, trarrà la materia prima da quello che galleggia sui mari.

Anche Adidas ha deciso di lanciare la sua nuova collezione primavera estate: “Grun”. Si tratta di scarpe e vestiti eco-solidali realizzati con materiali riciclati ed ecologici come la canapa o il cotone bio. La nuova collezione Adidas si compone di tre diverse linee di prodotti, caratterizzate dai materiali utilizzati: Regroun, Recycled e Natural, rispettivamente realizzate con materiali biodegradabili, riciclati e a impatto zero.

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In generale la direzione è chiara: si cerca di produrre tessuti che siano freschi e morbidi come quelli naturali. I tessuti ottenuti soprattutto da polimeri di PET, stanno conquistando sempre maggiori segmenti di mercato e finalmente anche nell’abbigliamento si notano i risultati positivi di filati e capi che assomigliano al cotone e ne ripropongono i vantaggi abbinati a un maggiore possibilità di controllo della tolleranza delle pelle.

Ad esempio, il poliestere riciclato (rPET), Ottenuto dalle comuni bottiglie di plastica,  da molti anni viene utilizzato nel settore dell’abbigliamento con enormi vantaggi per l’ambiente: consente di non sprecare risorse non rinnovabili come il petrolio (e i suoi derivati) e riduce la quantità di plastica che viene smaltita nelle discariche. Inoltre, grazie ai nuovi processi produttivi che hanno ridotto notevolmente l’impiego di energia nella fase di riciclo, il poliestere ha ulteriormente migliorato le proprie performance ambientali ed è disponibile sul mercato a prezzi accessibili; un passo avanti molto importante se si considera che fino a pochi anni fa il poliestere difficilmente poteva competere con quello ottenuto da fibre vergini, decisamente più economico.

In Italia l’eccellenza di questo settore è sicuramente rappresentata da Quagga.

Il punto di forza e l’unicità dei capi Quagga è il rigore con il quale seleziona i materiali, costituiti al 100% da fibre riciclate prive di sostanze nocive responsabili di allergie e potenzialmente cancerogene, a totale vantaggio della salute del consumatore finale, delle maestranze adibite alle lavorazioni e del territorio nel quale queste si svolgono.
Quagga ha già lanciato, con grande successo, la sua linea di giubbotti realizzati interamente in plastica riciclata, capaci di resistere alle basse temperature e dal design ricercato e elegantemente sportivo. In questi giorni lo stesso brand ha rinnovato la sfida alla moda rinnovata con una linea di T-shirt e Polo sportive in tessuto da polimeri riciclati, che assomiglia in maniera incredibile, al cotone.
Quagga sostiene che privilegiare le performance ambientali non significa rinunciare alle prestazioni tecniche, al comfort o all’estetica. “Il design, sempre attuale e ricco di dettagli, assume maggior significato se abbinato a tessuti straordinariamente idrorepellenti, con membrane micro-porose che consentono una perfetta traspirazione; i capi risultano così termici e protettivi, durevoli e funzionali”. La produzione Quagga si caratterizza per l’accurata ricerca  e selezione dei materiali e dei fornitori: tutti i tessuti utilizzati sono in poliestere 100% riciclato con certificazione Bluesign, le ovatte termiche sono rigorosamente in fibra riciclata che, da Bergamo, viene lavorata vicino a Padova; anche le chiusure lampo sono in nylon o poliestere senza PVC, sostanza bandita dalle normative GOTS.

Le nuove Polo Sportive, dal design “Navy” ricercato, ad esempio rientrano nel progetto Q-Bottle, che nasce interamente in Piemonte: la fibra riciclata Newlife viene prodotta da Sinterama Spa (Biella) con certificazione Global Recycle Standard stabilita da ICEA e Confidence in Textiles (Oeko Tex Standard 100). Da polimeri rinnovati, questa fibra, si ricava con un processo meccanico di filatura a caldo, senza l’uso di sostanze chimiche. Ogni chilo di stoffa è davvero verde, perché rispetto a un polietilene vergine permette una riduzione del consumo energetico del 60%, un abbattimento del 32% di anidride carbonica e un risparmio di acqua del 94%. Il tessuto può avere la consistenza della seta o del cotone sottile, al tatto è morbido e si trova in versione opaca o lucida e Il numero di stilisti che lo richiedono è in aumento.

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La trasformazione delle fibre in tessuto è stata realizzata da Alpimaglia Srl in provincia di Torino; i tessuti sono stati colorati con tinture eco-compatibili per poi subire un ultimo trattamento igienizzante che impedisce lo sviluppo di cattivi odori. Il jersey di poliestere così ottenuto è straordinariamente confortevole, morbido e resistente, non torce  e non si deforma, ha solidità alla luce ed agli agenti acidi come il sudore, richiede pochissima manutenzione, e non può causare allergie od intolleranze.

Una Polo innovativa da qualsiasi punto di vista, sviluppata nell’arco di otto mesi di ricerche, con unico obiettivo: “dimostrare che è possibile ottenere il comfort e le caratteristiche del cotone utilizzando fibre ottenute dal riciclo di materie plastiche presenti sul territorio, con assoluti vantaggi in termini di eco-compatibilità: a fine vita i capi in poliestere possono essere conferiti nuovamente nei cassonetti dedicati alle bottiglie e tornare ad essere riciclati.”

In più questo tessuto tende a mantenere la forma, si stropiccia poco, si lava in lavatrice e vi fa dimenticare il ferro da stiro!

Quest’attenzione alla filiera e alla qualità dei materiali e ai processi produttivi fa di Quagga il leader italiano per l’abbigliamento creato con tessuti plastici riciclati.

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