Negli ultimi anni si è sviluppata una maggiore consapevolezza sull’uso di additivi chimici nei prodotti alimentari, con una grande attenzione da parte dei consumatori alla presenza di sostanze potenzialmente nocive in ciò che si mangia.

La stessa sensibilità è però in ritardo nella scelta di cosmetici, che, come gli alimenti, contengono tanti additivi: anche se nella percezione comune l’assorbimento di sostanze chimiche presenti nei prodotti, è più significativa se parliamo di alimenti, in realtà anche i cosmetici hanno un ruolo importante nell’assorbimento di sostante potenzialmente nocive.

L’industria alimentare si è adeguata più velocemente eliminando quelle sostanze che nel tempo si sono dimostrate essere dannose come i conservanti, i coloranti, gli additivi, i polifosfati ecc..

La cosmesi è invece in forte ritardo, anche se, paradossalmente, l’assorbimento cutaneo può essere anche meno selettivo di quello digestivo: l’intestino opera una scelta delle sostanze utili da assorbire, da quelle non utili all’organismo, la pelle no. In poche parole molte sostanze vengono assorbite e raggiungono il flusso sanguigno come (se non più velocemente) quelle assunte con il cibo.

creme solari per l'estate? meglio quelle naturali!

Nella situazione attuale si corre il rischio di prevenire il cancro alla pelle favorendone altre tipologie, grazie alla concentrazione di sostanze chimiche contenute nei solari industriali. L’industria cosmetica utilizza circa 13.000 tra sostanze sintetiche e semisintetiche e molte di queste sono state poco valutate da un punto di vista della tossicità.

Le sotanze chimiche utilizzate nelle creme solari industriali sono:

Octinoxate (Octyl Methoxycinnamate) – il più utilizzato perché poco sensibilizzante e fotoallergenico. A concentrazioni simili a quelle presenti nelle creme solari, ha dimostrato una certa azione estrogenenica (rischio di tumore al seno) sui topi da laboratorio.

Benzophenone-3 – causa reazioni fotoallergiche. Viene assorbito dalla cute in quantità significative. In uno studio è stato trovato nelle urine di 86 ragazze su 90 che ne facevano uso.

Octisalate – favorisce l’assorbimento cutaneo di altre sostanze chimiche presenti nelle creme.

Avobenzone (Parsol 1789) Butyl Methoxydibenzoylmethane – è un filtro UVA. I raggi del sole lo scompongono in prodotti chimici sconosciuti, soprattutto se in presenza (nella crema) di Octixonate.

Octocrylene – viene miscelato con altri filtri UV per aumentarne l’effetto schermante. Esposto alla luce solare produce radicali liberi.

Homosalate – ha dimostrato di possedere una blanda azione xenoestrogenica (rischio di tumori ormonodipendenti). Facilita l’assorbimento di sostanze chimiche.

Esulizole (Phenilbenzimidazole Sulfonic Acid) – produce radicali liberi se esposto alla luce del sole, causando danni al DNA. Potrebbe causare il cancro.

Padimate-O (Octyl-Dymethyl PABA/PABA ester) – un derivato del famoso filtro solare PABA. Gli studi mostrano che si decompone in radicali liberi, danneggia il DNA, ha un’azione estrogenica e in alcune persone può causare reazioni allergiche.

Sulisobenzone (Benzophenone-4) – Può causare irritazione cutanea. Non penetra gran che nella pelle, ma facilita la penetrazione di altre sostanze chimiche.

Methylbenzylidene camphor – ricercatori europei temono che possa avere una tossicità tiroidea e un’azione xenostrogenica.

Inoltre, in molte creme solari e anche nei dopo-sole, spessissimo si trovano antisettici e conservanti potenzialmente cancerogeni, come il triclosan e i parabeni. Tutte questa sostanze ovviamente finiranno nel nostro ecosistema.

Le creme solari sono forse tra i cosmetici che ci espongono di più al rischio proprio perchè vengono utilizzati su tutto il corpo. Attenzione quindi, meglio prendere il sole negli orari più indicati (fino alle 11:00 am e dopo le 17:00 pm) o utilizzare creme solari 100% naturali.

L’esposizione al sole è comunque benefica perchè ci aiuta nella produzione di vitamina D a cui si attribuisce un’importante azione preventiva antitumorale e antimetastatica: previene 4 tumori su 5. La stessa vitamina D è molto importante per l’osteoporosi, la depressione, le malattie cardiovascolari e l’obesità. In America si è calcolato che la mancata esposizione al sole procura oltre 50.000 casi di cancro tra la popolazione.

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Esponetevi al sole del mattino e del tardo pomeriggio ed evitate quello delle ore centrali, utilizzate gli ombrelloni o copritevi con una maglietta e un cappello a falde larghe nelle ore in cui il sole è più forte. Mangiate più frutta (ideali i frutti di bosco), che è un’alimentazione ideale anche per il clima caldo. Per le esposizioni in condizioni di sole intenso, proteggete la pelle con creme e oli naturali.  Esistono numerose sostanze di origine naturale che sono schermanti e idratanti: macadamia, olio di semi di vite, tè verde, burro di Caritè, olio di sesamo, olio di cartamo, vitamina E, aloe vera, certi tipi di frutta, cera d’api, cera di Carnauba (Copernica prunifera), acido caprico e caprilico, alga corallina, alga litotamnio, Porphyria umbilicalis, ecc. Anche l’ossido di zinco micronizzato e alcuni minerali possono andare bene. Idealmente, il cosmetico migliore dovrebbe essere talmente naturale che potresti anche tranquillamente mangiarlo, secondo il principio che se puoi mangiarlo, puoi anche indossarlo!

I solari Naturali sono biodegrabili e ottenuti da materie prime vegetali organiche, sicuri e garantiti, sono anche Cruelty Free, perfetti anche a chi ha scelto il veganesimo. A differenza dei solari fatti in casa i solari naturali ci danno una garanzia di efficacia che non avremmo altrimenti: spesso i tutorial per prepare in casa le proprie creme solari ci portano a risultati insoddisfacenti e poco efficaci, a volte il preparato è piuttosto un olio abbronzante che una schermatura ai raggi UVB e UVA, quindi si rischia di agevolare l’assorbimento di radiazioni nocive pittosto che bloccarle.

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