Mercoledì 1 Aprile a Roma si è tenuta la conferenza  “Il Riciclo della Plastica, Un Cluster d’Eccellenza Nazionale” organizzata da Corepla* e Legambiente per fare il punto sulla situazione italiana di uno dei settori di maggior rilievo: il riciclaggio della plastica, e di lanciare l’importante obbiettivo “Zero Imballaggi in plastica in discarica entro 2020”.

Il lavori sono iniziati con un video messaggio del Ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti, che ha espresso la sua chiara intenzione di supportare l’obbiettivo di Imballaggi Zero esprimendo anche la necessità che questo approccio sia da estendere a tutte le tipologie di rifiuti perchè ancora oggi il 40% finisce in discarica.

Successivamente il moderatore Jacopo Giliberto (giornalista de Il Sole 24 Ore) con l’aiuto di Giorgio Quagliuolo (presidente Corepla) ha illustrato la situazione del settore mettendo subito in evidenza le chiavi di lettura più rilevanti per incrementare il riciclaggio: la valorizzazione dei materiali di imballaggio con l’incentivazione alla produzione e consumo di prodotti in plastica riciclata, la massimizzazione della riciclabilità, l’azzeramento dello smaltimento in discarica entro il 2020, e la creazione delle sinergie tra tutti gli attori sociali, sinergie che nella cultura del riciclo possono generare nuovi posti di lavoro, nuova ricerca e nuovo sviluppo.

Oltre a ciò si è evidenziato come i numeri del settore siano in crescita e che non ostante la diminuzione del consumo di imballaggi in plastica, nel 2014 siano state circa 790.000 le tonnellate di rifiuti riciclati.

Sulla scia di questi temi portanti si sono alternati i relatori a partire dal vice presidente di Legambiente Stefano Ciafani che ha sottolineato seccamente come l’obbiettivo No Discarica entro il 2020, sia ottenibile solo grazie alle leve giuste: Il costo di smaltimento in discarica deve essere superiore a quello del rinnovamento delle materie, agevolazioni (IVA ridotta) ai produttori che utilizzano materie prime riciclate, incentivare ricerca per rendere riciclabili sempre maggiori porzioni di prodotto, e una nuova tariffazione proporzionale alla produzione dei rifiuti non riciclabili.

Abbracciando l’impostazione data da Ciafani, il presidente della Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici della Camera, Ermete Realacci ha messo l’accento essenzialmente su quanto le peculiarità italiane (creatività e innovazione qualitativa) possano essere dei punti di forza per lo sviluppo di un’economia green che sia eccellenza europea.

Questo slideshow richiede JavaScript.

Nelle parole di Giorgio Quagliuolo (presidente Corepla) il panorama si è arricchito dell’esperienza di riciclabilità limitata di tante materie plastiche che possono però essere utilizzate nei termovalorizzatori. Sebbene il dibattito su questo sia sempre apertissimo e acceso, alcune materie plastiche rilasciano energia producendo meno inquinanti (in maniera significativamente inferiore) dei combustibili fossili, quindi allo stato attuale alcuni polimeri costituiscono una alternativa meno dannosa al bruciare carbone e valorizzandoli viene eliminato quello che, non potendo essere riciclato rimarebbe un rifiuto solido.

Dopo Quagliuolo, Andrea Bianchi ( direttore Politiche Industriali di Confindustria) ha insistito su quanto il settore italiano del riciclo della plastica sia un’eccellenza europea, sulla necessità di un cambiamento di rotta dell’industria troppo dipendente da materie prime vergini (piuttosto che da materie prime seconde), della necessità di un’economia circolare piuttosto che lineare ma sopratutto su quanto questo cambio rotta verso il riciclaggio sia occasione di incontro tra industria e ambientalismo.

Rilievo hanno meritato anche gli interventi di Pietro Spagni (presidente Petra Polimeri) che ha messo in risalto il ruolo delle plastiche miste, che sono una buona percentuale del rifiuto plastico (10-30%), ma che ancora lamentano scarse tecnologie capaci di riciclare i polimeri, e quello di Angelo Bonsignori (presidente IPPR Istituto per la Promozione delle Plastiche da Riciclo) che forte dell’esperienza del marchio di qualità PSV (Plastica Seconda Vita, marchio che certifica prodotti ottenuti da materiali plastici riciclati, con garanzia di qualità) ha parlato di cultura della plastica riciclata osservando come oggi sia necessario contrastare la diffusa percezione negativa che si ha del prodotto ottenuto con materiali riciclati con maggiore informazione ma soprattutto con incentivi allo sviluppo delle filiere che utilizzano materie prime riciclate.

Verso la fine dei lavori si è aperta una tavola rotonda da cui è principalmente emersa la necessità di una integrazione sistemica di tutti gli attori della filiera dei materiali plastici riciclati e uno sviluppo della cultura sociale ad essa legata: uno sviluppo solido e armonioso del settore che parte dalla consapevolezza del differenziare per arrivare alla consapevolezza nell’acquisto, in un circolo virtuoso che consentirà a gli stessi polimeri di rinnovarsi un’infinità di volte.

*COREPLA Consorzio Nazionale per la raccolta, il riciclaggio e il recupero degli imballaggi in plastica.