logo-marlisco-fermiamo-i-rifiuti-marini-insiemeVenerdì 16 Gennaio 2015 si è tenuto a Roma il Forum Nazionale sui Rifiuti Marini.  Quest’iniziativa è una delle 12 che si sono svolte in tutta europa nell’ambito del Progetto Marlisco, di cui la Provincia di Teramo è il promotore principale in Europa.

Marlisco ha l’obbiettivo di sensibilizzare il pubblico, facilitare il dialogo e promuovere la co-responsabilità tra i diversi attori verso una visione unitaria della gestione sostenibile dei rifiuti marini nei mari europei .

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la mattinata di lavori è stata ripresa per una diretta streaming in tutta Italia ed ha visto la partecipazione di Tessa Gelisio (ambasciatrice Marlisco) nel ruolo di moderatrice di un tavolo di esperti Come Massimo Bastiani (Coordinatore nazionale contratti di fiume e costa), Giorgio Zampetti (Responsabile scientifico di Legambiente), Ettore Ianì (presidente Legapesca), Massimo Di Molfetta (consorzio CoRePla), Pierpaolo Campostrini (Membro comitato esec. JPI Healty and Productive Seas and Oceans).

Questi esperti hanno aperto i lavori illustrando dal proprio punto di vista le problematiche legate a questa tipologia di inquinamento dei mari facendo emergere molte delle questioni focali: le normative che impediscono ai pescherecci di smaltire i rifiuti “pescati” a costi ragionevoli, l’impatto devastante dei filtri delle sigarette, la globalità del problema rifiuti trasportati dalle correnti, la necessità di ridurre il packaging e renderlo biodegradabile, la pericolosità insidiosa delle microplastiche e tanti altri argomenti capaci di introdurre efficacemente la discussione.

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La sala invece era piena di tavole rotonde (quasi 30!) che ospitavano l’intellighenzia del settore: tutti seduti attorno a un centro tavola colmo dei rifiuti più presenti nei mari, efficacissimo nel richiamare fisicamente l’attenzione all problematica. Grazie a giochi e questionari gli ospiti sono stati coinvolti nel dibattito costruttivo che dalle molte proposte è riuscito a focalizzare gli item più importanti destinati a diventare un’importante documento. Questo gran numero di partecipanti, che comprendeva anche 2 classi di scuole medie e superiori, è riuscito grazie alla strutturazione intelligente dei lavori, a creare in poco tempo, una lista di interventi possibili che sono stati poi raggruppati in due macro aree: le politiche più efficaci e gli interventi attuabili nell’immediato.

Da questa serie di suggerimenti importanti ne sono stati focalizzati solo alcuni, i più ripetuti, che saranno la base del documento che vuole suggerire al ministero le linee guida e le politiche da attivare immediatamente per prevenire e combattere quello che è uno degli aspetti più inquietanti dell’inquinamento globale: i rifiuti solidi in mare.

Cerchiamo di capire meglio il problema e le attività di Marlisco:

“I Rifiuti Marini sono riconosciuti, a livello mondiale, come una minaccia emergente per l’ambiente, la salute e la sicurezza delle persone, i loro beni ed il loro sostentamento. Sono generati da scarichi intenzionali o accidentali e possono entrare nel mare sia da terra attraverso i fiumi, i tombini, le acque reflue, il vento, sia dal mare attraverso le attività ricreative, di pesca e di trasporto marittimo di merci e passeggeri. Possono essere visibili, appena visibili o anche invisibili ad occhio nudo. Si tratta di un problema complesso e impegnativo, che deriva dagli attuali modelli di produzione e di consumo e dalle modalità di gestione dei rifiuti.”

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Oltre alla problematica del deturpamento delle coste di un paese a vocazione turistica, di grande rilievo è soprattutto la contaminazione della catena alimentare da parte della plastica che uccide moltissimi organismi marini e viene assorbita anche dal nostro organismo attraverso il pesce.
Per questo l’inquinamento da rifiuti solidi è un problema gravissimo forse troppo spesso sottovalutato, per questo è importantissima l’inziativa di questo gruppo e del suo progetto di respiro continentale. Il progetto Marlisco infatti svolge le sue attività nelle quattro aree regionali marine in ambito europeo, Nord-Est Atlantico, Baltico, Mediterraneo e Mar Nero, queste attività sono promosse da un Consorzio i cui membri sono situati in 15 Paesi costieri.

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Marlisco intende raggiungere i propri obbiettivi con lo sviluppo di meccanismi e strumenti innovativi, coinvolgendo efficacemente, informando e responsabilizzando la società e raggiungendo il più vasto pubblico possibile.

Attività Marlisco, per perseguire i propri obbiettivi, il progetto ha svolto una serie di attività come il forum a cui abbiamo partecipato:

• Uno studio conoscitivo delle fonti e dei trends dei rifiuti marini nelle aree Regionali marine.
• Una raccolta di buone pratiche da parte di tutti i Paesi partner.
• Un sondaggio sulle percezioni e gli atteggiamenti dominanti delle varie categorie interessate nei confronti dei rifiuti marini.
• Un concorso video europeo per i giovani, per raccogliere le loro visioni sulla questione dei rifiuti marini e responsabilizzarli come attori di cambiamento nella società.
• Dibattiti nazionali in 12 Paesi partners.
• Attività nazionali diversificate e su misura, tra cui mostre, workshop, festival, pulizia delle spiagge, ecc..
• Una varietà di strumenti educativi e di sensibilizzazione, nonché attività che comprendono, materiali pedagogici, corsi di formazione, giochi multimediali, web-documentario, ecc..

Gli Obbiettivi che Marlisco si è prefissata:

• Sensibilizzare sulle conseguenze del comportamento sociale in relazione alla produzione di rifiuti e alla gestione dei sistemi marini socio-ambientali;
• Promuovere la co-responsabilità tra i diversi attori;
• Definire una visione collettiva più sostenibile;
• Agevolare la creazione di terreni per azioni coordinate.

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Alla fine della giornata del forum la lista delle politiche che bisognerebbe attuare (sarebbero necessarie tutte) era molto lunga:

  1. Formazione ambientale alla scuola dell’obbigo
  2. Maggiore raccolta differenziata
  3. Incentivazione produzione bioplastiche (obbligo anche per bottiglie)
  4. Maggiore informazione
  5. Gruppi volontari per pulizie periodiche
  6. Coinvolgimento e responsabilizzazione di tutta la filiera produttiva dei rifiuti
  7. Maggior controllo e applicazione normativa vigente
  8. Semplificazione normativa
  9. Obbligo per i gestori di lidi di pulizie periodiche allargate
  10. Informazione maggiore su contaminazione mercato ittico
  11. Riduzione imballaggi
  12. Unificazione e snellimento normativa vigente
  13. Semplificazione e fruibilità informazioni
  14. Incentivare e responsabilizzare il turismo
  15. Incentivare differenziata extraurbana
  16. Sostituzione attrezzatura da pesca usa e getta con attrezzatura resistente e di lungo corso
  17. Ampliare i sistemi di raccolta passivi alla foce dei fiumi

Nella classifica generale ne spiccavano cinque che si ripetevano più frequentemente e che saranno la base del documento da proporre al ministero: incentivare la produzione di bioplastiche, semplificare la normativa, ampliare i sistemi di raccolta passivi, obbligo di opulizia delle spiagge per i gestori durante tutto l’anno e la formazione ambientale obbligatoria presso le scuole.

Il progetto Marlisco ha come primo obbiettivo quello di renderci maggiormente coscienti del problema dei rifuti marini e delle conseguenze pericolose dell’introduzione di macro e micro plastiche nell’ambiente e nella catena alimentare, tutto questo è molto più rilevante in un paese come il nostro, dove il mare rappresenta la chiave di due importantissimi settori, quello turistico e quello alimentare.

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