Son felice, son contento, fichi secchi al ricevimento.

Son felice, son contento, fichi secchi al ricevimento.

Uno dei nostri modi di dire è: “Non si possono fare le nozze con i fichi secchi”.

Questa espressione oltre che essere ricca di colori e pregna di tradizione è anche molto in linea con il tema della sostenibilità ecologica, per noi (e per voi) tanto importante. Per organizzare un matrimonio, un evento importante, non si può certo fare conto su risorse non appropriate e limitate, bensì ci vuole tempo e impegno, risorse più importanti del denaro stesso, risorse che possono compensare un eventuale budget basso, o anzi che è possibile combinare con il budget per fare un matrimonio con i fiocchi.

Eh già perché la coperta è corta, se la tiriamo troppo da una parte (verso il budget) rischiamo di organizzare un matrimonio opulento ma senza anima, una fredda accozzaglia di festoni, piatti, di roba nel senso Verghiano del termine.

Se invece la tiriamo troppo dall’altra parte (impegno e tempo) il rischio è che il ricevimento sia più simile a una serata con animatore presso un villaggio turistico piuttosto che un matrimonio.

Saper bilanciare bene le risorse, questo è il senso profondo del “non si possono fare le nozze con i fichi secchi”.

È anche la filosofia produttiva che sta alla base della scelta di mercato di QUAGGA, marchio emblema dell’ecofashion con capi contemporanei di altissimo valore estetico, funzionali ed ecosostenibili.

Caldo, eco, fashion… mica pizza e fichi…secchi!

I giubbotti di QUAGGA colgono perfettamente il senso del “non si possono fare le nozze con i fichi secchi” . Perché mai come per la realizzazione di un prodotto in linea con le tendenze di stile ma anche con la sostenibilità sia etica che ecologica oltre che con il comfort, la coperta è davvero cortissima.

Dalla progettazione alla vetrina del negozio esiste, da anni, una realtà che non è rappresentata dallo splendore patinato delle pagine pubblicitarie; meccanismi spesso ambigui, opachi ed iniqui con i quali i progettisti e per forza di cose anche i consumatori devono convivere e, spesso, colludere.

Nell’attuale fashion system si assiste ad un’ importante dispersione del profitto tra distributori, marchi, buyers, fornitori e sub-fornitori, testimonials e pubblicitari, al punto che per garantire quote di utile a questi intermediari si rende necessario realizzare il prodotto in paesi che offrono manodopera flessibile e non tutelata a basso costo, e che con politiche di incentivazione aggressive permettono lavorazioni, trattamenti, tinture e finissaggi con grandi quantità di ausiliari chimici altamente tossici per l’uomo, per il territorio, per le falde acquifere e per l’atmosfera.

Per fortuna, da tempo molte pubblicazioni indipendenti ed alcuni programmi televisivi denunciano i comportamenti di queste aziende manifatturiere e le loro politiche commerciali volte a rendere facilmente disponibili alcuni prodotti (abbigliamento, calzature e complementi moda, arredamento) a prezzi allettanti.  Ciò ha contribuito a rendere maggiormente responsabile e preparata una parte di pubblico sempre più rilevante, quello composto da consumatori che decidono dunque di modificare le proprie abitudini di acquisto accordando le proprie preferenze ad aziende che possano garantire l’eticità, la sostenibilità, la responsabilità dei propri prodotti: un esercito di consumatori critici e consapevoli che davvero può determinare un cambiamento.

No Furs - No Feathers - No Leather - No Wool

No Furs – No Feathers – No Leather – No Wool

Certo, la coperta è corta, quindi va da sé che certi prodotti non possono entrare nella stessa fascia di prezzo di altri prodotti, quelli alla cui base c’è solo una filosofia: quella del profitto ad ogni costo. Quella della mancanza di rispetto totale: verso l’ambiente, verso chi produce i capi e anche verso chi li acquista – complici più o meno consapevoli delle brutture prodotte da queste filiere.

E allora è vero che i giubbotti QUAGGA costano. Costano certo più di giubbotti di marca prodotti in stabilimenti non dissimili da quello ahinoi tristemente noto di Dacca. Costano di più ma NON SONO più cari. La scelta è di peso, non di prezzo; riguarda la profondità del carbon footprint.

Com’è possibile? Semplice: grazie all’impegno dei progettisti nella scelta di materie prime 100% riciclate e riciclabili, 100% cruelty free ma che allo stesso tempo rappresentano un’ottima alternativa a materie prime tradizionali, derivate dallo sfruttamento degli animali e trattate con sostanze chimiche che di responsabile non hanno proprio nulla.

Quindi, se pensate che conti solo il prezzo finale di un capo di abbigliamento, date un’occhiata al percorso che il prodotto in questione ha fatto, e converrete con noi che no, non è possibile fare le nozze con i fichi secchi.

Se siete curiosi perché non dare un’occhiata allo store di GoGreen e trovare ottimi consigli per regali belli, caldi, comodi e soprattutto RESPONSABILI sia per lui, che per lei … se le nozze non si fanno con i fichi secchi, nemmeno il Natale…