Oggi il presidente della Tepco, Masataka Shimizu, ha incontrato il governatore della prefettura di Fukushima,  Yuhei Sato, per presentare le sue scuse in una cerimonia ufficiale (Nella foto) nella sede del governo della prefettura. Si tratta del primo incontro tra i due dall’11 marzo, il giorno del terremoto/tsunami che ha dato il via all’interminabile catastrofe nucleare di Fukushima Daiichi. Shimizu, e durante un cerimoniale molto giapponese ha detto: «Mi  rammarico profondamente che la Tokyo Electric Power Company  abbia causato un grave incidente che ha inflitto ulteriori oneri mentali e fisici a coloro che erano già stati colpiti dalla catastrofe naturale», poi ha promesso di riportare la situazione sotto controllo il più presto possibile «In modo che la gente del posto sarà in grado di tornare alla vita normale». Shimizu ha anche promesso che la sua azienda (per la quale si parla ormai apertamente di fallimento) «Compenserà in modo sincero tutti coloro che sono stati colpiti».

scuse tepco

Il governatore Sato ha chiesto alla Tepco «Di attuare senza fallire quello che si è impegnata a fare nella sua road map  elaborata per contenere l’emergenza in corso. Circa 6.000 bambini da Fukushima hanno dovuto lasciare la Prefettura, la Tepco deve fare tutto il possibile per riportarli a casa». Ma Sato ha anche detto una cosa che farà tremare la lobby atomica giapponese: «Riavviare la centrale nucleare è inconcepibile».

Non a caso il maggior calo di sostegno al nucleare a livello mondiale rilevato nel sondaggio Win-Gallup (del quale parliamo in un altro articolo, vedi link) viene proprio dal Giappone, dove la maggioranza di favorevoli all’energia atomica si è trasformata in una esigua minoranza.

tepco logo

Un cambio di opinione che deve essere molto evidente anche ai partiti giapponesi (quasi tutti filo-nucleari e quasi tutti ben finanziati dalla lobby nucleare), infatti oggi è stata annunciata la costituzione di un gruppo parlamentare bipartisan per esplorare le alternative energetiche al nucleare e per promuovere l’utilizzo di energia alternativa.

Il gruppo comprende tra gli altri l’ex ministro dell’agricoltura Masahiko Yamada, del Partito democratico al governo e  l’ex segretario generale del Partito liberaldemocratico, Koichi Kato, uno dei principali esponenti dell’opposizione conservatrice, e del capo del Partito socialdemocratico Tomoko Abe. Il gruppo punta apertamente «A rivedere la politica energetica del Giappone che si è concentrata sulla promozione dell’energia nucleare e incamminarsi verso l’utilizzo di risorse naturali come le energie solare ed idroelettrica». I parlamentari dovranno anche valutare le centrali nucleari in Giappone per scoprire quali danni potrebbero subire da terremoti e tsunami. La prima riunione del gruppo parlamentare è prevista per la prossima settimana.

foto parlamento giapponese

Il Giappone ha chiesto all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo (Ocse) di aiutarlo a fronteggiare il «Contenimento delle importazioni giapponesi sulla base di timori di radiazioni non scientifici».

Il ministro del commercio e dell’industria del Giappone Banri Kaieda ha presentato la richiesta durante un incontro con il segretario generale dell’Ocse, Angel Gurria, in visita ieri a Tokyo.

foto Angel Gurria

Angel Gurria

Secondo Kaieda «I paesi europei e altri limitano l’importazione di prodotti agricoli dal nord-est del Giappone e che alcuni Paesi hanno anche rifiutato i prodotti industriali giapponesi per paura di contaminazione radioattiva. Il Giappone deve affrontare una situazione grave in seguito al disastro dell’11 marzo e all’incidente nucleare e vuole consigliarsi con l’Ocse sulla ricostruzione economica del Paese ».

Gurria ha risposto che «Utilizzare l’incidente nucleare di Fukushima come una scusa per introdurre misure protezionistiche è inaccettabile, L’Ocse lavorerà con la World Trade Organization per scoraggiare tali mosse. L’Ocse coopererà per confermare la sicurezza degli altri impianti nucleari giapponesi e per testare i livelli di radiazione nei prodotti agricoli e marini».

Intanto il Giappone ha trovato un alleato per soddisfare la sua fame di energia: l’Australia. Il primo ministro giapponese Naoto Kan e il primo ministro australiano Julia Gillard hanno tenuto una conferenza stampa congiunta a Tokyo per annunciare un accordo sulla cooperazione energetica.

L’Australia fornirà al Giappone gas naturale liquefatto e di altre fonti energetiche, «In risposta alla situazione di emergenza nella centrale nucleare di Fukushima Daiichi».

Julia Gillard

Julia Gillard

Kan ha ringraziato la Gillard per l’assistenza data dall’Australia al Giappone dopo il terremoto/tsunami dell’11 marzo ed ha spiegato che «Australia e Giappone hanno convenuto di rafforzare la cooperazione nel settore energetico, che comprende il gas naturale, che emette relativamente meno biossido di carbonio. I due Paesi coopereranno anche nello sviluppo delle terre rare».

La Gillard ha detto che «Le due parti hanno inoltre concordato che i loro ministri degli esteri e della difesa discuteranno degli argomenti più importanti per l’Australia e il Giappone e lavoreranno insieme per reagire alle catastrofi e le emergenze nel prossimo round dei loro incontri, noti come 2 più 2». Il primo ministro australiano ha chiesto però anche di allargare i colloqui a Paesi terzi.

Attualmente l’Australia ha in Giappone un team di ricerca e soccorso di 75 persone nella città di Minamisanriku, nella prefettura di Miyagi Prefecture, una delle zone più colpite dal sisma/tsunami ed ha messo a disposizione 3 aerei militari da trasporto e pompe speciali per raffreddare i reattori della centrale nucleare di Fukushima Daiichi.